Bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche: che cos’è?

Il suo scopo è quello di incentivare l’abbattimento delle barriere architettoniche, come? Introducendo una detrazione d’imposta del 75% in riferimento a tutte quelle spese, sostenute e documentate tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2022, finalizzate alla realizzazione di interventi volti all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici preesistenti e con immobili appartenenti a qualunque categoria catastale (confermato nell’ultimo chiarimento a cura dell’Agenzia delle Entrate).

Viene anche comunemente chiamato ‘bonus ascensori 2022’, infatti tra le spese coinvolte da questo tipo di detrazione troviamo l’installazione di ascensori, elemento di importanza fondamentale per un condominio.

Il bonus può essere richiesto fino al 31 dicembre 2022.

Come funziona il bonus ascensore?

Il bonus, che fa parte della legge n. 234/2021 (legge di bilancio 2022), consiste in una detrazione d’imposta del 75% calcolata sulle spese del 2022 e deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo

La detrazione poi deve essere calcolata su un importo complessivo non superiore a:

  • 50.000 euro, per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • 40.000 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
  • 30.000 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

Quali sono i tipi di intervento compresi nel bonus?

Il bonus 75% si applica ai seguenti casi:

  • lavori eseguiti ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • per gli interventi di automazione degli impianti degli edifici e delle singole unità immobiliari utili ad abbattere le barriere architettoniche;
  • in caso di sostituzione dell’impianto, relativamente alle spese per lo smaltimento e la bonifica dei materiali, nonché dell’impianto sostituito.

Tra le spese comprese, possiamo nominare alcuni esempi importanti:

  • montascale
  • ascensore
  • rampe di accesso e, in generale, interventi che permettono la totale accessibilità dell’edificio
  • adeguamento di impianti elettrici e citofonici, in materia di raggiungibilità.

Recentemente è stato introdotto un importante chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate: il bonus copre i lavori effettuati su edifici già esistenti costituiti da unità immobiliari appartenenti a qualunque categoria catastale, ovvero, può comprendere anche quei fabbricati a non prevalente destinazione abitativa, per esempio i condomini occupati in gran parte da uffici.

Il bonus non viene applicato su edifici di ultima costruzione.

Come si richiede?

Il bonus si richiede inserendo la detrazione nella dichiarazione dei redditi, dividendo poi l’importo su cinque anni

In alternativa alla detrazione, è possibile avvalersi:

  • della cessione ad altri soggetti del credito d’imposta corrispondente alla detrazione spettante
  • di un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi agevolati (cosiddetto sconto in fattura).